Dopo un considerevole intervento di restauro, la Casa di Augusto torna ad essere aperta al pubblico. La Domus sorge sul Palatino e fa parte di un complesso di edifici riaperti per le celebrazioni del bimillenario della morte di Augusto, avvenuta nel 14 a.C.

Gli affreschi sono esemplari dell’arte figurativa romana di fine epoca repubblicana, presentano delle architetture d’invenzione, quinte sceniche dipinte, riccamente adornate da motivi floreali.

Con l’intervento di restauro è stata realizzata una nuova copertura che garantisce la protezione dell’area archeologica e stabilisce il senso dello spazio della domus, primo atto necessario per consentire una lettura del complesso densamente stratificato.

Il progetto illuminotecnico è stato sviluppato da Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi, in collaborazione con Barbara Nazzaro e Luigi Greco della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’area archeologica di Roma. La luce è stata utilizzata con elemento capace di reintegrare l’immagine attraverso tre principi:

  • rievocare grazie alla luce artificiale i rapporti chiaroscurali che costituivano gli ambienti della domus romana (pubblici e privati) mediante intensità differenti e direzione della luce.
  • creare una gerarchia percettiva mediante una distruzione della luce differente e l’utilizzo di differenti cromie rispetto alla natura degli spazi della casa
  •  variazione cromatica e dei livelli di illuminamento per facilitare la lettura degli spazi

I prodotti utilizzati sono corpi a LED prodotti da Linea Light Group. Le ottiche sono differenti, dai 30°, 60° fino ai 120°. Gli apparecchi sono installati tra l’intradosso della copertura ed il controsoffitto costituito da telo termoteso in PVC che presenta delle asole rettangolari dove sono posti i proiettori.

Photos: 2015 © lightingarcheology