philosophy

LightingArcheology e una piattaforma web aperta che nasce con l’obiettivo di raccogliere, indagare e divulgare, la conoscenza di interventi sui beni archeologici che utilizzano la luce come elemento fondamentale del processo di valorizzazione. Luce e archeologia sono campi contrapposti ma ricchi di possibilità sinergiche e si vogliono raccogliere i casi costruiti per esplorare le possibili relazioni tra le parti.

perchè archeologia?
La valorizzazione dei beni archeologici è certo una questione complessa, non riducibile, vasta e mutevole nei modi e nelle forme. Il bene archeologico è forse quello che si presenta nelle condizioni più svariate: dal frammento scultoreo locato in un museo al colonnato libero che si erge su di un promontorio, dal tempio locato in un parco archeologico immerso nel paesaggio alla domus romana situata al di sotto degli edifici di un centro città, dalla gemma preziosa racchiusa in una vetrina alla pittura rupestre di una grotta.
Le condizioni dell’archeologia sono le più incredibili ed è proprio per la loro intrinseca complessità che necessitano di visioni sinergiche con più discipline.

perchè luce?
La luce non è solo ciò che determina la visione, intesa come semplice visibilità del bene. E’ E’ certo vero che con l’illuminazione si possono rendere visitabili beni che altrimenti non sarebbero fruibili. L’estensione temporale delle visite è un aspetto sempre più adottato nei parchi archeologici o nei siti che accolgono molti visitatori specie durante il periodo estivo. Tuttavia a questa visione piuttosto funzionale del fenomeno si aggiungono altre letture possibili. La luce è elemento di definizione spaziale, induce una lettura delle cose e dell’ambiente, è in grado di generare altri valori, altre letture, altri scenari. La luce ha effetti visibili ed invisibili ma non per questo meno importanti rispetto alle problematiche conservative dei beni più vulnerabili in termini di degrado materiale. Le caratteristiche fisico-tecniche ambientali di cui l’illuminazione fa parte, costituiscono un campo di ricerca altrettanto importante.

Qui suggeriamo come tra luce ed archeologia si collocano specificità differenti e come sia un campo di sperimentazione di vasta portata per il contemporaneo. Un contemporaneo che può guardare all’antico per sviluppare modernità intesa non solo come innovazione tecnologica ma prima di tutto culturale.

L’individuazione e la raccolta dei casi serve da un lato come momento di ricerca, dall’altro ne promuove la divulgazione. La divulgazione è un momento necessario per creare sinergie e conoscenza diffusa sia nel pubblico specializzato sia in un potenziale pubblico di visitatori in cerca di nuove mete.

LightingArcheology nasce in Italia ma i progetti selezionati sono internazionali perchè il confronto e lo scambio sono momenti assolutamente necessari per un accrescimento reciproco delle conoscenze e delle sperimentazioni altrui. Al contempo emergono le specificità territoriali del patrimonio archeologico che ci parla di storia, di cultura e di  identità specifica di luoghi e civiltà, sia per le modalità di intervento e di valorizzazione frutto di pratiche e  filosofie differenti. Credendo nella sinergia della specificità e per i motivi sopra enunciati, siamo certi che luce ed archeologia possano essere un campo di ricerca utile al nostro tempo.